Interventi in Aula

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Intervento in Aula del 14 giugno 2017 sulla Manovra Economica

Signora Presidente, senatrici e senatori, il relatore ha fatto un’esauriente illustrazione dell’intero provvedimento e molti degli interventi che mi hanno preceduto hanno affrontato tantissimi temi.

Voglio soffermarmi ad approfondire un tema che anche altri colleghi hanno affrontato, ma in modo più marginale, riguardante le misure a favore degli enti locali, che costituiscono una parte corposa del provvedimento in esame. Si tratta di misure molto attese, che in parte hanno recepito le richieste dell’ANCI, dell’UPI e delle Regioni e che sicuramente, per quanto riguarda Comuni e Regioni, hanno completato il quadro già delineato dalla legge di bilancio (come vedremo, per quanto riguarda le Province, occorre invece fare ancora qualche ragionamento).

Per quanto riguarda i Comuni, viene confermato il Fondo di solidarietà comunale con una disponibilità pari a quasi 2 miliardi di euro per il 2017 e si prevede un incremento di 11 milioni di euro per il 2018. Si cerca di contenere gli effetti della perequazione rispetto alle risorse storiche di riferimento, proprio per evitare ai Comuni un impatto troppo brusco nel ridimensionamento dei trasferimenti. Sono stati inoltre concessi dei tempi più ampi per rispettare le regole della nuova contabilità, proprio perché i Comuni si stanno dotando di tutti gli strumenti per affrontare le regole del nuovo regolamento di contabilità, ma alcuni sono ancora in difficoltà. Pertanto, vengono dilazionati i tempi per lo scioglimento dell’ente in caso di mancata approvazione del rendiconto e viene spostata al 31 luglio 2017 la scadenza per l’approvazione del conto economico e dello stato patrimoniale (si tratta proprio di una deroga in considerazione delle difficoltà di tipo prevalentemente informatico che gli enti incontrano). È inoltre previsto un incremento di un milione di euro, per il 2017 e il 2018, del contributo a favore dei Comuni che danno luogo alle fusioni. Anche da questo punto di vista, c’è il tentativo di accompagnare un processo che ormai dura da tempo, ma che il decreto-legge in esame ha pensato di supportare ulteriormente. Sono importanti le norme sulla semplificazione, sono state date possibilità assunzionali diverse, si prevedono spazi finanziari per gli enti locali per investimenti nell’edilizia scolastica, che sappiamo essere uno degli aspetti che mettono in maggiore difficoltà gli enti locali, proprio perché riguardano i ragazzi delle proprie comunità e la messa in sicurezza del tempo che questi trascorrono all’interno di queste strutture. Vi sono disposizioni concernenti l’impiego dell’avanzo destinato sempre agli investimenti degli enti locali ed anche per l’estinzione anticipata dei prestiti. Come vedete, si tratta di misure che vanno a completare misure già presenti in provvedimenti precedenti e che danno il senso dell’attenzione nei confronti degli enti locali. Anche nei confronti delle Regioni, i provvedimenti individuati sono parecchi e concernono sia il rinvio del ricorso ai fabbisogni standard e capacità fiscali delle Regioni, ma anche l’entrata in vigore dei livelli essenziali di assistenza delle prestazioni, il TPL, gli investimenti, prevedendo una cospicua possibilità di investire. Tutto ciò crea un quadro favorevole nei confronti di questi livelli assistenziali.

Molti articoli riguardano anche le Province e le Città metropolitane, perché sono proprio questi gli enti con maggiori difficoltà.

Viene definita la ripartizione del taglio incrementale di 900 milioni in 650 milioni a carico delle Province e 250 milioni a carico delle Città metropolitane. Il decreto-legge n. 50 prevede un contributo a favore degli enti di area vasta per il finanziamento delle funzioni di viabilità e di edilizia scolastica complessivamente di 470 milioni per il 2017, di cui 220 milioni a favore delle Province e 250 milioni a favore delle Città metropolitane. Molte sono le deroghe davvero eccezionali previste alla disciplina contabile proprio per cercare di agevolare le Province che si trovano in una fase per così dire ancora transitoria, tra un percorso che era stato avviato con il compimento della riforma costituzionale che avrebbe visto la soppressione di questi enti ed il percorso attuale in cui invece si ridà pieno titolo a questi enti.

Molte, quindi, sono le deroghe alla disciplina contabile, come anche la predisposizione del bilancio per la sola annualità 2017 e si spera che sia davvero solo per il 2017, perché le Province hanno bisogno di ritornare a programmare nel lungo periodo. Possono applicare per il 2017 l’avanzo libero destinato nel bilancio di previsione, c’è un’estensione al 2017 dell’applicazione ai bilanci di previsione delle quote di avanzo di amministrazione risultati dai trasferimenti da parte della Regione una volta che quest’ultima abbia proceduto allo svincolo di tali risorse.

Alla Camera, oltre al testo base che già questo prevedeva, sono state inserite ulteriori misure: le Province e le Città metropolitane possono utilizzare i proventi delle sanzioni per la violazione del codice della strada per finanziare, ad esempio, gli oneri relativi alle funzioni di viabilità e polizia locale e per migliorare la sicurezza stradale.

Per quanto attiene l’approvazione del rendiconto della gestione del 2017 si prolunga fino a cinquanta giorni il termine entro il quale l’organo regionale di controllo assegna al consiglio comunale e provinciale l’incarico di procedere all’approvazione al fine di evitare lo scioglimento dell’ente inadempiente. Sono stati dati anche ulteriori contributi; per le Province e le Città metropolitane delle Regioni a Statuto ordinario, l’articolo 20 prevede un contributo finalizzato all’esercizio delle funzioni fondamentali rideterminato in 180 milioni per le Province, 12 milioni per le Città metropolitane, un contributo straordinario per le strade provinciali di 170 milioni (all’inizio il contributo era previsto di 100 milioni) e tanti altri provvedimenti.

Da quanto detto, si evince l’attenzione che è stata prestata alla situazione complessa in cui si trovano Province e Città metropolitane. Dal punto di vista del finanziamento, forse, si è fatto tutto il possibile, tenendo conto che questa è una manovra che doveva affrontare altri problemi di equilibrio. Forse però non è ancora abbastanza, se il presidente dell’UPI, in occasione della Festa della Repubblica, ha scritto una lettera al presidente Mattarella nella quale diceva che la legge di conversione del decreto-legge n. 50 rappresentava un’occasione importante, ma con amarezza constatiamo che il testo approvato alla Camera dei deputati prevede l’assegnazione di risorse insufficienti. Se il testo venisse approvato definitivamente in identica versione anche al Senato, in diverse Province dal Nord al Sud del Paese saranno inesorabili le decisioni di chiusure di scuole e strade, per l’impossibilità di intervenire per la messa in sicurezza. L’appello a intervenire non può però essere raccolto dal Senato, in quanto tra oggi e domani verrà posta la fiducia sul provvedimento.

Si capiscono le esigenze di convertire velocemente il decreto-legge, ma non possiamo non rilevare, come peraltro ha già fatto il Presidente della Commissione bilancio, che il Senato ha votato la fiducia sulla legge di bilancio e ora la voterà sul disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, quindi sono mesi che non può intervenire in alcun modo sulle norme che riguardano gli enti locali. Ciononostante uno spazio di intervento in Commissione è stato ritagliato e di questo ringrazio il vice ministro Morando che segue sempre con molta attenzione i lavori della Commissione e ha preso impegni per il Governo, esprimendo parere favorevole su ordini del giorno importante come il G/2853/61/5, a mia prima firma, che impegna il Governo a prevedere nei prossimi provvedimenti utili o in sede di sessione di bilancio, compatibilmente con il rispetto dei saldi di finanza pubblica, l’adozione di misure finalizzate ad integrare le risorse finanziarie e di personale necessarie alle Province per esercitare le funzioni fondamentali previste dalla Costituzione e per garantire i livelli essenziali dei servizi di competenza dei rispettivi territori.

Confidiamo che il Governo terrà fede a questo impegno, pertanto voterò questo provvedimento e spero che ottenga un’ampia maggioranza, perché contiene misure importanti e molto attese per tutti i livelli istituzionali. Si poteva fare di più? Forse si è fatto tutto quello che è possibile ad oggi, lasciando però intravedere un percorso per cui, dopo la salita di questi anni, si vada invece verso una stabilizzazione per questi enti.

 

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