Interventi in Aula

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Intervento in Aula del 29 novembre 2017 sulla Legge di Bilancio

È una legge di bilancio che arriva alla fine di una legislatura, e invito tutti a ricordare come era il nostro Paese tre o quattro anni fa. Il provvedimento al nostro esame consente ora non soltanto di discutere sulle importanti misure in esso contenute, ma soprattutto di fare un bilancio complessivo sulle politiche economiche e di finanza pubblica degli ultimi cinque anni e sull’eredità – a nostro giudizio positiva – che lasciamo al prossimo Governo.

Il nostro Paese si trova oggi in una situazione di conti pubblici in ordine, che continuerà anche nei prossimi anni, e con un’economia in decisa ripresa. In breve, siamo nelle condizioni di guardare finalmente al futuro con maggiore fiducia e con la consapevolezza di poter migliorare ulteriormente i nostri fondamentali. Il quadro è completamente diverso da quello da noi ereditato a inizio legislatura, che ci ha visto duramente impegnati nel corso di questi anni per capovolgere in positivo la situazione.

Il quadro economico e di finanza pubblica di inizio legislatura rifletteva elementi di incertezza. Rispetto a una contrazione del PIL del 2,8 per cento, registrata nel 2012, vediamo oggi una situazione con un PIL in crescita anche oltre l’uno per cento. In questo contesto, la manovra al nostro esame ha voluto guardare con fiducia allo sviluppo e alla crescita, anche se in essa continua a gravare la questione aperta dell’IVA e, quindi, la sterilizzazione delle cosiddette clausole di salvaguardia. In tale contesto, pur impegnando 15 milioni solo per la manovra, non era pensabile permettere l’innalzamento dell’IVA, che avrebbe sicuramente ucciso i pochi elementi di ripresa e i chiari segnali presenti.

Nella manovra si sta attenti alla crescita e allo sviluppo. Si danno incentivi affinché il mondo delle imprese si riprenda. Si danno incentivi per aiutare i giovani a entrare nel mondo del lavoro. Sono previste misure che partono dalla prima infanzia per arrivare fino all’ingresso nel mondo del lavoro.

Il lavoro del Senato è stato importante e strategico. Abbiamo preso in mano una legge di bilancio già buona e utilizzato tutti gli spazi possibili per inserire misure strutturali rilevanti per il Paese. Abbiamo utilizzato lo spazio di manovra del Senato per completare l’intervento sul bonus bebè. L’abbiamo utilizzato per 60 milioni per ridurre l’impatto del cosiddetto superticket. Lo abbiamo utilizzato per 20 milioni per misure in favore dei caregiver. Lo abbiamo utilizzato per la misura a favore degli orfani dei femminicidi. E per questo siamo stati contenti di aver potuto annunciare il 25 novembre, che è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la previsione di uno stanziamento per un fondo che si occupa di una questione che – ahimè – dobbiamo ancora affrontare quotidianamente. Il Senato è impegnato quasi ogni settimana a ricordare i nomi delle donne uccise.

Abbiamo poi accolto nel nostro bilancio il risultato della trattativa con l’Associazione nazionale Comuni italiani (ANCI). I Comuni sono il livello istituzionale più vicino ai cittadini e le misure adottate sono importanti perché mettono i Comuni nella condizione, dopo tanti anni, di fare il bilancio entro la fine dell’anno o, al massimo, entro l’inizio dell’anno prossimo.

Ritorno ora a parlare degli elementi di politica e di economia e finanza. Negli ultimi quattro anni la politica economica e finanziaria messa in atto dal Governo ha dovuto procedere all’interno di un sentiero stretto – per usare un’espressione così soventemente ripresa dal ministro Padoan – spesso concordato con l’Unione europea, i cui confini risultano compressi – da un lato – dagli effetti di una crisi economica senza precedenti nella storia recente e – dall’altro – dall’esigenza di riduzione del disavanzo e del debito pubblico.

Il provvedimento – come già accennato – focalizza gli interventi prioritari su alcune direttrici: in primo luogo, le misure volte a realizzare le clausole di salvaguardia su IVA e accise, che cubano per ben 15 miliardi; le riforme e le diverse policy approvate negli ultimi anni hanno ridotto ulteriormente il differenziale dell’Italia rispetto alla media dell’Unione europea e hanno restituito credibilità al nostro Paese. E il disegno di legge di bilancio al nostro esame si inserisce in tale contesto con l’obiettivo di continuare a innalzare il potenziale di crescita dell’economia nazionale, l’occupazione e le capacità innovative e competitive delle imprese. Al prossimo Governo spetterà, pertanto, il compito di non disperdere i risultati raggiunti e di proseguire nel percorso delineato in questa legislatura.

Sono tanti i provvedimenti presi negli ambiti dell’agricoltura, della scuola e dell’università. Credo si possa tranquillamente pensare a una legge di bilancio rivolta allo sviluppo e alla crescita. Ora le misure ci sono tutte. I segnali di crescita sono presenti e spetta a noi fare in modo che si prosegua su questa strada.

Chiedo di consegnare il testo scritto del mio intervento, affinché venga allegato al Resoconto della seduta odierna.

PRESIDENTE. La Presidenza la autorizza in tal senso.

ZANONI, relatrice. Termino, quindi, porgendo ringraziamenti non rituali, ma sentiti, a tutti coloro che negli ultimi giorni hanno molto lavorato. Ringrazio gli Uffici, che si erano già impegnati su una legge così importante come quella di conversione del decreto fiscale, e che si sono fortemente impegnati ancora con noi giorno e notte, nell’esame di questo provvedimento. Ringrazio tutto il personale.

Ringrazio, ovviamente, il vice ministro Morando, che ha sempre condiviso con noi il percorso intrapreso. Ringrazio l’altro relatore che ha lavorato fortemente con me e con il quale ho condiviso battaglie. Ringrazio tutti i Capigruppo e in particolare Giorgio Santini, che è qui a fianco a me ora come lo è stato per tutto il periodo di lavoro.

Ringrazio, poi, soprattutto i tanti senatori che, con i loro emendamenti, ci hanno fatto ampiamente discutere in questi giorni e ci hanno fatto pensare a cosa è meglio per il nostro Paese, pur nelle diversità delle posizioni. Si è lavorato davvero tanto insieme, anche con le opposizioni, in un clima complessivamente costruttivo, tant’è vero che molti degli emendamenti di sintesi che, come relatori, abbiamo prodotto sono stati approvati all’unanimità. E questo perché molti temi erano sentiti da tutti i Gruppi e, quindi, la sintesi ha cercato di tener conto di tutte le esigenze e differenze.

Io credo che questo sia un buon segnale per il nostro Paese, al quale dobbiamo guardare con fiducia e per il quale mettere in atto tutte le politiche migliori di cui siamo capaci.

 

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