Relazione in V Commissione per la LEGGE DI BILANCIO

Scarica la relazione completa 

 

A.S. 2960

RELAZIONE IN 5^ COMMISSIONE- BILANCIO

della SEN. ZANONI

 

Parte introduttiva

 

Il disegno di legge di bilancio per il triennio 2018-2020 rappresenta il passaggio conclusivo del ciclo di bilancio per l’anno in corso e l’ultima manovra della legislatura in corso. Il provvedimento ci consente, pertanto, non soltanto di discutere sulle importanti misure in esso contenute ma soprattutto di fare un bilancio complessivo sulle politiche economiche e di finanza pubblica di questi ultimi 5 anni e sull’eredità, a nostro giudizio positiva, che lasciamo al prossimo Governo.

Il nostro Paese si trova oggi in una situazione di conti pubblici in ordine – e continuerà ad averli anche nei prossimi anni -, e con un’economia in decisa ripresa. In breve siamo nelle condizioni di guardare finalmente al futuro con maggiore fiducia e con la consapevolezza di potere migliorare ulteriormente i nostri fondamentali. E questo è un quadro completamente diverso da quello da noi ereditato ad inizio legislatura e che ci ha visto duramente impegnati nel corso di questi anni per capovolgere positivamente la situazione.

Il quadro macroeconomico e di finanza pubblica di inizio legislatura era completamente diverso:  oltre ad essere appesantito dalla doppia recessione da cui l’Italia stentava ad uscire, rifletteva gli elementi d’incertezza che caratterizzavano le prospettive di crescita globali e dell’area dell’euro. Alla contrazione del PIL del 2,8 per cento registrata nel 2012 seguiva una previsione, contenuta nel DEF 2013, di un’ulteriore contrazione del 1,3 per cento. Il dato effettivo sarà poi ancora peggiore e pari al -1,7 cento.

Sempre nel DEF 2013 si stimava che nel 2013 le spese totali in rapporto al Pil si sarebbero collocate al 51,1 per cento e la spesa per interessi al 5,3 per cento; si prevedeva poi che quest’ultima potesse aumentare fino al 6,1 per cento nel 2017. I dati di consuntivo dei conti nazionali per il 2013 si chiusero poi con l’indebitamento netto al -2,9 per cento, il rapporto debito/Pil al 129 e la pressione fiscale al 43,6 per cento.

Negli ultimi quattro anni, la politica economia e finanziaria messa in atto dal Governo ha dovuto procedere all’interno di un “sentiero stretto”, spesso concordato con l’Unione Europea, i cui confini risultano compressi da un lato dagli effetti di una crisi economica senza precedenti nella storia recente e dall’altro dall’esigenza di riduzione del disavanzo e del debito pubblico.

La direzione del sentiero impressa dal Governo, nonostante gli accennati limiti di manovra, è risultato da subito ben chiaro e guidato dall’urgenza di innescare la ripresa economica e, successivamente, di alimentarla. Dopo un eccezionale tasso di riduzione del PIL pari a -5,5 per cento nel 2009 e una seconda ricaduta di -2,8 per cento nel 2012, l’economia italiana nel 2014 ha finalmente mostrato una inversione di tendenza e il quadro che abbiamo di fronte oggi è ben diverso da quello di inizio legislatura.

Tre dati fondamentali ci illustrano questa inversione di rotta:

  • il prodotto interno lordo, dopo un lungo periodo di difficoltà per il nostro Paese, si avvia verso un livello di crescita superiore alle attese nell’anno in corso, fino a raggiungere la soglia di 1,5 punti percentuali (anche se le ultime proiezioni stimano livelli di crescita ancora più alti), e a confermarsi su tali livelli anche nei prossimi anni;
  • il deficit pubblico è sotto controllo e si avvia verso un percorso che porterà al pareggio di bilancio nel 2020 e l’avanzo primario, che è previsto crescere nei prossimi anni, è fra i migliori tra i paesi membri dell’Unione europea;
  • il debito pubblico, anche grazie all’andamento del Pil, è previsto tornare a scendere ad un ritmo sostenuto nei prossimi anni dopo lunghi anni di crescita inarrestabile.

 

Il ritmo della ripresa, che si è accentuato negli ultimi trimestri in misura superiore alle attese, si sta riflettendo positivamente anche sul mercato del lavoro. L’occupazione continua a salire portandosi al di sopra delle 23 milioni di unità: negli ultimi tre anni sono stati creati circa 900.000 posti di lavoro, oltre la metà dei quali a tempo indeterminato.

 

Indubbiamente tale contesto è frutto, da un lato, del più favorevole quadro internazionale e della politica di allentamento monetario attuata dalla Banca centrale europee e, dall’altro, delle scelte di politica economia e di bilancio e delle riforme attuate, che nel loro insieme hanno saputo contemperare le esigenze di rigore con quelle di stimolo alla crescita.

In sintesi fra le scelte che hanno contribuito, nel sentiero stretto entro il quale il Governo poteva agire, sono stati:

  • la progressiva diminuzione della pressione fiscale, scesa di circa un punto percentuale tra il 2013 e il 2016;
  • -una serie coordinata di incentivi agli investimenti privati che hanno spinto le imprese ad accrescere la propria capacità produttiva;
  • un ampio insieme di riforme strutturali;
  • le misure di contrasto alla povertà e alla diseguaglianza;
  • l’attenta gestione delle finanze pubbliche;
  • le misure di finanza per la crescita.

 

Le riforme e le diverse policy approvate in questi ultimi anni hanno ridotto notevolmente il differenziale di crescita dell’Italia rispetto alla media dell’Unione Europea, hanno restituito credibilità al nostro Paese, e il disegno di legge di bilancio al nostro esame si inserisce in tale contesto con l’obiettivo di continuare ad innalzare il potenziale di crescita dell’economia nazionale, l’occupazione e le capacità innovative e competitive delle imprese.

Al prossimo Governo spetterà, pertanto, il compito di non disperdere i risultati raggiunti e anzi di proseguire nel percorso delineato in questa legislatura

 

Il Quadro generale della manovra

 

Il disegno di legge recante il bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e il bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020 (A.S. 2960) è impostato, coerentemente al dettato normativo di cui all’articolo 21 della legge di contabilità e finanza pubblica come modificato dalla legge n. 163 del 2016, secondo la struttura contabile per missioni e programmi.

Ricordo come a decorrere dalla scorsa legge di bilancio (legge 11 dicembre 2016, n. 232) i contenuti delle previgenti leggi di bilancio e di stabilità sono stati ricompresi in un unico provvedimento, costituito dalla nuova legge di bilancio, riferita a un periodo triennale ed articolata in due sezioni. La prima sezione svolge essenzialmente le funzioni dell’ex disegno di legge di stabilità; la seconda sezione assolve, nella sostanza, quelle del disegno di legge di bilancio. L’integrazione in un unico documento dei contenuti degli ex disegni di legge di bilancio e di stabilità persegue la finalità di incentrare la decisione di bilancio sull’insieme delle entrate e delle spese pubbliche, anziché sulla loro variazione al margine come avveniva finora, portando al centro del dibattito parlamentare le priorità dell’intervento pubblico, considerato nella sua interezza.

La prima sezione contiene le disposizioni in materia di entrata e di spesa aventi ad oggetto misure quantitative destinate a realizzare gli obiettivi programmatici, con effetti finanziari aventi decorrenza nel triennio considerato dal bilancio.

La seconda sezione, nel riportare il contenuto del bilancio di previsione dello Stato – vale a dire gli stati di previsione dei Ministeri ed il quadro generale riassuntivo -, viene ad assumere un contenuto sostanziale, potendo incidere direttamente (a differenza dell’ex legge di bilancio), attraverso rimodulazioni ovvero rifinanziamenti, definanziamenti o riprogrammazioni, sugli stanziamenti sia di parte corrente che di conto capitale previsti a legislazione vigente, ed integrando nelle sue poste contabili gli effetti delle disposizioni della prima sezione.

Ricordo che con la risoluzione di approvazione della Relazione al Parlamento allegata alla Nota di aggiornamento di settembre, il Parlamento ha autorizzato il Governo a rivedere il sentiero di avvicinamento all’obiettivo di medio termine, all’interno di uno scenario di progressivo consolidamento, e a prevedere il raggiungimento del pareggio strutturale nel 2020. In termini nominali l’indebitamento netto è stato fissato a un livello pari a -1,6% nel 2018, a -0,9% nel 2019 e a -0,2% nel 2020. Il disegno di legge di bilancio in esame è coerente con tali valori.

 

Guardando agli effetti del complesso delle misure contenute nel disegno di legge di bilancio e nel decreto legge n. 148/2017 si evidenzia che complessivamente gli interventi (impieghi) proposti ammontano a circa 34,4 miliardi nel 2018, 27,2 miliardi nel 2019 e 19 miliardi nel 2020, mentre le risorse che la manovra si propone di reperire sono pari a circa 19,5 miliardi nel 2018, 11 miliardi nel 2019 e 11,4 miliardi nel 2020.

Quanto ai contenuti essenziali della legge di bilancio segnalo innanzitutto che gli importi del saldo netto da finanziare sono coerenti con i livelli programmatici indicati nella Nota di aggiornamento e approvati con le risoluzioni parlamentari. Per il 2018 il limite massimo del saldo netto da finanziare è previsto pari a circa 45,5 miliardi in termini di competenza ed a circa 103,8 miliardi in termini di cassa. Tali limiti sono poi indicati, rispettivamente in competenza ed in cassa, in circa 25,6 miliardi e 73,5 miliardi nel 2019 ed in circa 13,6 e 59,5 miliardi nel 2020. Per quanto riguarda il ricorso al mercato, per l’anno 2018 è fissato un livello massimo, in termini di competenza, pari a 274 miliardi, e pari a 332 miliardi in termini di cassa. I suddetti livelli sono poi determinati rispettivamente in competenza ed in cassa in circa 267 miliardi e 314,5 miliardi nel 2019 ed in circa 247 e 293 miliardi nel 2020.

 

Il disegno di legge di bilancio reperisce risorse in termini di maggiori entrate per 10,7 miliardi nel 2018, 9,1 miliardi nel 2019 e 8,1 miliardi nel 2020. Tale gettito aggiuntivo deriva in larga misura dalle disposizioni per il contrasto all’evasione fiscale contenute nell’articolato (tra cui quelle in materia di fatturazione elettronica, contrasto alle frodi nel settore degli oli minerali, limiti per la compensazione automatica, tassazione dei redditi da partecipazioni qualificate) e, limitatamente al 2018, dal differimento dell’entrata in vigore della disciplina IRI. Concorrono al reperimento delle risorse i risparmi correnti riconducibili in misura ridotta all’articolato del disegno di legge di bilancio (circa 178 milioni per il 2018, 262 milioni per il 2019 e 314 milioni per il 2020) e, in misura più rilevante, alla sezione II del disegno di legge di bilancio, per effetto delle misure di definanziamento tra cui sono ricompresi anche i risparmi di spesa (spending review) della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dei Ministeri, che rappresentano una quota crescente dei definanziamenti stessi (dal 50% circa del 2018 all’80% del 2020).

 

A tali risorse corrispondono, sul lato degli impieghi, riduzioni complessive di entrata per circa 20 miliardi nel 2018, 13,9 miliardi nel 2019 e 6,6 miliardi nel 2020. Tali effetti sono imputabili in massima parte alle disposizioni riguardanti, per gli anni 2018 e 2019, la disattivazione delle clausole di salvaguardia, il cui impatto è quantificato, rispettivamente, in 14,9 miliardi e in 6,1 miliardi. Ulteriori riduzioni di gettito sono riconducibili alle misure per accrescere la competitività delle imprese attraverso la proroga e rafforzamento delle misure di superammortamento e di iperammortamento, che consentono alle imprese ed ai professionisti di maggiorare le quote di ammortamento dei beni strumentali ad alto contenuto tecnologico, a fronte di nuovi investimenti effettuati (con effetti in termini di minori entrate fiscali pari a 903 milioni nel 2019 e 1.712 milioni nel 2020).

Degni di nota sono anche gli sgravi contributivi e alle detrazioni IRPEF per interventi di ristrutturazioni edilizia e riqualificazione energetica a cui sono associati sia effetti di minor gettito IRPEF (fruizione pluriennale della detrazione in rate costanti) sia incrementi di gettito (IRPEF/IRES, IRAP ed IVA per effetto indotto), oltre naturalmente all’effetto volano sull’economia.

Cito inoltre le disposizioni che prevedono sgravi contributivi per assunzioni a tempo indeterminato di giovani e sgravi contributivi in favore dei coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali di età inferiore a 40 anni: esse comportano una riduzione delle entrate contributive pari a poco meno di 390 milioni nel 2018, ad oltre 1,2 miliardi nel 2019 e a quasi 2 miliardi di euro nel 2020. L’agevolazione in esame determina effetti di maggior gettito tributario, per effetto dell’incremento della base imponibile, in misura pari a circa 160 milioni nel 2019 e a 430 milioni nel 2020.

Si segnalano poi le maggiori spese correnti, che riguardano principalmente il fondo per i contratti della pubblica amministrazione (1.650 milioni annui dal 2018), il fondo per la lotta alla povertà (300 milioni per il 2018, 700 milioni per il 2019 e 900 milioni a decorrere dal 2020) e i rifinanziamenti disposti nella sezione II del ddl di bilancio. Si segnalano inoltre la dotazione del Fondo per le esigenze indifferibili (250 milioni nel 2018 e 330 milioni annui nel 2019 e 2020) e del Fondo politiche per la famiglia con uno stanziamento di 100 milioni annui nel triennio.

Per la spesa in conto capitale, si richiamano le disposizioni relative agli stanziamenti del Fondo per gli investimenti pubblici (170 milioni nel 2018, 1.140 milioni nel 2019 e 1.370 milioni nel 2020), nonché, tra le altre misure, la possibilità di utilizzo dell’avanzo vincolato per investimenti nell’ambito del patto nazionale incentivato degli Enti locali (il cui impatto complessivo in termini di indebitamento netto risulta di 70 milioni nel 2018, 122 milioni nel 2019 e 351 milioni nel 2020).

Riassumendo la prevalenza degli impieghi rispetto alle risorse determina il carattere espansivo della manovra per ciascuno degli esercizi considerati.

Concludendo, le spese finali presentano nel triennio di riferimento un andamento decrescente. Al netto degli interessi, le spese correnti ammontano a 511,4 miliardi di euro per il 2018, 505,1 miliardi di euro per il 2019 e 503,9 miliardi di euro per il 2020; mentre quelle in conto capitale sono pari a 52,4 miliardi di euro per l’anno 2018, 45,5 miliardi di euro per il 2019 e 48,7 miliardi di euro per il 2020.

 

Le misure

 

Il provvedimento, come accennato, focalizza gli interventi prioritari su alcune direttrici prioritarie: in primo luogo le misure volte a sterilizzare le clausole di salvaguardia su IVA e accise,  gli interventi per la crescita, la promozione dell’occupazione e il sostegno sociale alle fasce più deboli della popolazione; a queste si aggiungono le misure settoriali, per lo sviluppo del Mezzogiorno e per gli enti territoriali; infine le misure per il contenimento della spesa e per il contrasto all’evasione e all’elusione fiscale.

Da segnalare che tali interventi sono stati programmati con soluzioni che consentono comunque di rispettare l’impegno di contenere il deficit nell’ambito degli obiettivi comunitari.

Il disegno di legge trasmesso al Parlamento si suddivide, come accennato in due sezioni. La prima, che corrisponde alla vecchia legge di stabilità, contiene 102 articoli, raggruppati in 10 Titoli. La seconda sezione, che corrisponde al vecchio disegno di legge di bilancio, contiene 18 articoli e le Tabelle allegate.

 

Nella prima Sezione, il Titolo I contiene le norme relative ai risultati differenziali del bilancio dello Stato. In particolare, l’articolo 1, fissa, mediante rinvio all’allegato 1, per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020 i livelli massimi del saldo netto da finanziare e del ricorso al mercato finanziario in termini di competenza e cassa.

Il Titolo II reca le misure per la crescita, su cui riferirà il Sen. Gualdani, mentre il Titolo III comprende le misure di settore.

In tale ultimo ambito, tra le misure di internazionalizzazione, si segnala l’autorizzazione di spesa per un ammontare di 3milioni di euro per l’anno 2018 per far fronte agli oneri derivanti dalla Presidenza italiana dell’OSCE. Inoltre, per le finalità di sostegno all’export, è stato previsto che Invitalia possa operare quale istituzione finanziaria al rilascio di garanzie e all’assunzione in assicurazione di rischi non di mercato a cui sono esposti gli operatori nazionali. Per quanto riguarda il personale impiegato all’estero si uniforma la base imponibile e contributiva dei redditi percepiti dal personale assunto dalle rappresentanze diplomatiche, dai consolati, dagli istituti di cultura e dalle scuole statali all’estero.

In tema di Sanità, si introduce una norma impone all’AIFA di adottare nei primi mesi del 2018 le determinazioni aventi ad oggetto il ripiano dell’eventuale superamento del tetto della spesa farmaceutica territoriale ed ospedaliera per l’anno 2016 (Payback).

In tema di Giustizia, si introducono disposizioni per assicurare la funzionalità dell’amministrazione della giustizia. In particolare, viene prevista l’istituzione di un fondo con dotazione di 20milioni di euro al fine di assicurare la funzionalità degli uffici giudiziari, con particolare riferimento alle aree colpite da eventi sismici. Inoltre, è stato previsto che le somme giacenti derivanti da procedure concorsuali, esecutive ed in sequestro conservativo, siano versati all’entrata per una successiva riasseganzione del Ministero della giustizia nella misura del 50 per cento.

É poi istituito un fondo per l’attuazione della riforma del processo penale, con una dotazione di 10milioni di euro per il 2018, 20 milioni per il 2019 e 30 milioni annui a decorrere dal 2020.

Infine, in tema di assunzioni sono state previste le necessarie coperture finanziarie al fine di disporre nuove assunzioni di magistrati ordinari, avvocati e procuratori dello Stato, mentre per il triennio 2018-2020, sono autorizzate assunzioni con contratto a tempo indeterminato di un contingente massimo di 1400 unità di personale amministrativo.

In tema di agricoltura, sono istituiti i distretti del cibo al fine non solo di promuovere lo sviluppo territoriale, la coesione e l’inclusione sociale, ma anche di garantire la sicurezza alimentare. Inoltre, è stato previsto l’innalzamento delle percentuali di compensazione IVA applicabili agli animali vivi della specie bovina e suina, in misura, rispettivamente, non superiore al 7,7% e all”8% per ciascun anno del triennio 2018-2020.

In tema di Istruzione, si affronta il problema dei dirigenti scolastici. É istituita una sezione del fondo per l’attuazione dei contratti del personale statale, con l’obiettivo di armonizzare le retribuzioni dei dirigenti scolastici, per la parte fissa, a quelle previste per gli altri dirigenti della pubblica amministrazione.

Sono state previste modifiche agli scatti stipendiali dei professori universitari. In particolare, è previsto che, con effetto economico dal 2020, il regime di progressione stipendiale per classi su base premiale dei professori universitari è trasformato in biennale; è disposto un incremento del Fondo per il finanziamento ordinario dal 2020. Infine, è disposto un incremento del fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca di 2milioni di euro per il 2018 e 76,5milioni per il 2019, per l’assunzione di nuovi ricercatori.

 

Il Titolo IV reca le misure relative alle Politiche invariate. In particolare, si approntano le misure finanziarie per rendere operativo uno ‘sblocco’ della contrattazione e retributivo per il pubblico impiego con oneri a carico delle amministrazioni pubbliche.

Fra le altre misure si segnalano la proroga, nelle regioni ove sia stata risolta la convenzione-quadro Consip, il termine ultimo per la prosecuzione dell’acquisto, da parte delle istituzioni scolastiche ed educative, dei servizi di pulizia e degli altri servizi ausiliari, nonché degli interventi di mantenimento del decoro e della funzionalità degli immobili, dai soggetti già destinatari degli atti contrattuali e degli ordinativi di fornitura. A questa si aggiunge la proroga fino al 31 dicembre 2019  e limitatamente a 7.050 unità l’operatività del piano di impiego, concernente l’utilizzo di un contingente di personale militare appartenente alle Forze armate per il controllo del territorio in concorso e congiuntamente alle Forze di polizia, nonché la proroga, per il 2018, della convenzione stipulata fra il Ministero dello sviluppo economico e il Centro di produzione S.p.A. titolare dell’emittente Radio Radicale, per la trasmissione radiofonica delle sedute parlamentari. A tal fine, autorizza la spesa di € 10 mln per il 2018. Infine si segnala l’incremento di 50 milioni di euro annui per il biennio 2018-2019 della dotazione del Fondo per il finanziamento di esigenze indifferibili, da destinarsi interamente ai lavori socialmente utili ulteriori rispetto a quelli già compresi tra le finalità cui il suddetto Fondo.

 

Il Titolo V reca le misure per la razionalizzazione della spesa pubblica.  In particolare, si prevedono le riduzioni di spesa dei Ministeri, per 1 miliardo di euro, quale contributo dei Ministeri medesimi alla manovra di finanza pubblica. A questi si aggiungono vari altri interventi di razionalizzazione di spesa che contribuiscono al generale equilibrio finanziario del provvedimento.

 

Il Titolo VI contiene gli interventi per i territori colpiti dal sisma. Si tratta di interventi che affrontano le catastrofi naturali che hanno colpito negli ultimi anni diversi territori del nostro Paese.

In relazione al sisma dell’Aquila del 2009, è stato previsto un contributo straordinario di 2 milioni di euro in favore del Comune dell’Aquila.

Per quanto riguarda il sisma del 2012 in Emilia Romagna, Veneto e Lombardia, si attribuisce ai commissari delegati delle regioni colpite la facoltà di stipulare mutui per il completamento del processo di ricostruzione pubblica e per il finanziamento di interventi di ripristino e realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria, compresa la rete di connessione dati, dei centri storici ed urbani. Il limite massimo di spesa complessiva è aumentato da 200 a 350 milioni di euro. Inoltre, sono state prorogate fino al 31 dicembre 2018 le agevolazioni per la zona franca urbana nei comuni della Lombardia colpiti dagli eventi sismici del 20 e del 29 maggio 2012 disposte dalla legge di stabilità 2016, nonché prorogato fino al 31 dicembre 2018 il termine ultimo entro il quale i fabbricati inagibili, in quanto colpiti dal sisma del 20 e 29 maggio 2012, sono esenti dall’applicazione dell’IMU. Infine, è stato previsto per gli enti locali la proroga al 2019 della sospensione degli oneri relativi al pagamento delle rate dei mutui concessi dalla Cassa depositi e prestiti S.p.A.

Per quanto riguarda il sisma del 2016 nel Centro Italia è stato previsto che il pagamento delle rate in scadenza nell’esercizio 2018 dei mutui concessi ai Comuni colpiti dal sisma del 2016 in Centro Italia è differito all’anno immediatamente successivo alla data di scadenza del periodo di ammortamento. Inoltre, i soggetti diversi dai titolari di reddito d’impresa e lavoro autonomo possono effettuare i versamenti sospesi, a seguito degli eventi sismici succedutisi dal mese di agosto 2016, in 24 rate mensili a decorrere dal 31 maggio 2018.

Per quanto riguarda il sisma che ha colpito l’isola di Ischia nel corrente anno è stata prevista l’istituzione di un Fondo per la ricostruzione nei territori dei comuni di Casamicciola Terme e Lacco Ameno con dotazione di 10 milioni di euro per l’anno 2018 e 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020.

Infine, è stata inserita una importante misura che rende detraibili al 19 per cento le spese sostenute dai contribuenti per la stipula di premi per assicurazioni aventi per oggetto il rischio di eventi calamitosi stipulate relativamente a unità immobiliari ad uso abitativo. Le stesse polizze sono interamente esentate dalla imposta sulle assicurazioni. Le due misure si applicano esclusivamente per le nuove polizze stipulate a decorrere dal 1° gennaio 2018.

 

Il Titolo VII contiene le disposizioni relative agli enti territoriali e locali. In estrema sintesi, affidando gli approfondimenti all’allegato alla relazione, per quanto riguarda le Regioni a statuto ordinario il provvedimento ridefinisce, in primo luogo, il loro concorso al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica. Rispetto a quanto previsto dalla normativa vigente, si riduce di 100 milioni di euro l’entità complessiva del concorso alla finanza pubblica e si stabilisce che detto concorso dovrà essere realizzato mediante il contributo finalizzato alla riduzione del debito regionale (pari a 2 miliardi di euro), il taglio delle risorse destinate all’edilizia sanitaria (per 94,10 milioni) e, per la restante parte (300 milioni), attraverso la riduzione di ulteriori risorse in ambiti di spesa e per importi secondo quanto sarà previsto con intesa in sede di Conferenza Stato-regioni. Qualora non si pervenga all’intesa entro i prescritti termini, è previsto il potere sostitutivo del Governo.

In secondo luogo, si rinvia di un anno, dal 2019 al 2020, l’entrata in vigore dei nuovi meccanismi di finanziamento delle funzioni regionali relative ai livelli essenziali di assistenza ed ai livelli essenziali delle prestazioni. Si tratta in particolare dell’attribuzione della compartecipazione IVA in base alla territorialità, della fiscalizzazione dei trasferimenti statali e dell’istituzione dei fondi perequativi.

Inoltre, si prevede la possibilità, per le Regioni che si impegnano a riqualificare la propria spesa attraverso il progressivo incremento degli investimenti, di ripianare il disavanzo al 31 dicembre 2014 in un massimo di venti esercizi (rispetto ai dieci attuali), rideterminandolo in quote costanti. A queste si aggiungono le misure di semplificazione dei documenti allegati al bilancio di previsione, con riguardo, in particolare, al prospetto dimostrativo del rispetto del saldo di equilibrio.

In terzo luogo, si evidenziano le disposizioni che prevedono il trasferimento alla regione – o all’agenzia o ente regionale costituito per la gestione dei servizi per l’impiego – di alcuni dipendenti o collaboratori già in servizio presso i centri per l’impiego, e le disposizioni che disciplinano la possibilità di stabilizzazione, presso la regione o agenzia o ente regionale suddetto, ai fini dello svolgimento delle funzioni in materia di politiche attive del lavoro, o presso l’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL), dei lavoratori dipendenti a termine operanti nel medesimo settore.

Infine, si segnala l’attribuzione di un contributo a compensazione del minor gettito IRAP derivante dalle agevolazioni introdotte dalla legge di stabilità 2015.

 

Per quanto riguarda le Regioni a statuto speciale, viene istituito un fondo di 60 milioni di euro annui dal 2018 in favore delle autonomie speciali,  e si stabilisce il definitivo passaggio alle regole del pareggio di bilancio, a decorrere dall’anno 2018, per quelle di tali autonomie cui continuavano ad applicarsi i vincoli del patto di stabilità interno ed, infine, esclude alcune tipologie di spesa dal calcolo della spesa corrente della Regione Siciliana.

 

Alle Province sono, invece, destinate risorse per un ammontare di 270 milioni di euro per il 2018, 110 milioni annui nel 2019 e 2020 e 180 milioni annui a decorrere dall’anno 2021, a cui si aggiungono le risorse per le Città metropolitane per un ammontare pari a 82 milioni per l’anno 2018. In aggiunta è previsto un contributo di 30 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018-2020 a favore delle province che risultano in dissesto o hanno presentato il piano di riequilibrio finanziario pluriennale o ne hanno conseguito l’approvazione.

 

Per quanto riguarda i Comuni si dispongono, per il triennio 2018-2020, contributi per investimenti in opere pubbliche di messa in sicurezza degli edifici e del territorio degli enti locali.

Inoltre, si incrementa la massa attiva della gestione liquidatoria degli enti locali in stato di dissesto finanziario e si introducono disposizioni che mirano a favorire la fusione di comuni, incrementando a tal fine i contributi erogabili ai singoli comuni, accrescendo la dotazione finanziaria a legislazione vigente e individuando la relativa copertura.

Ulteriori contributi, pari a complessivi 300 milioni, sono riconosciuti per il 2018 a ristoro del minor gettito ad essi derivante in conseguenza della sostituzione dell’IMU sull’abitazione principale con la TASI su tutti gli immobili.

Particolare rilievo assumono, poi, le disposizioni che intervengono sugli spazi finanziari riconosciuti agli enti locali incrementandone le risorse. Lo stanziamento previsto per gli enti locali di 200 milioni per ciascuno degli anni 2018 e 2019, e ne dispone un ulteriore finanziamento, pari a 700 milioni annui, per il quadriennio dal 2020 al 2023. Viene inoltre inserita una ulteriore finalizzazione degli spazi finanziari in favore dell’impiantistica sportiva e si apportano alcune precisazioni in ordine all’utilizzo di spazi finanziari dai comuni facenti parte di un’unione di comuni.

Infine, sono state abrogate le misure finalizzate a tenere sotto controllo la dinamica di crescita dello stock di debito del comparto degli enti locali, in quanto superate dai vincoli introdotti dalla nuova contabilità armonizzata nonché dall’applicazione del principio del pareggio di bilancio.

 

Sul Titolo VIII, che contiene le disposizioni sulla coesione territoriale e il mezzogiorno si cui riferisce il Sen. Gualdani.

 

Il Titolo IX prevede le misure in materia di entrate. In particolare, per quanto riguarda il contrasto all’evasione, si prevede l’introduzione, a decorrere dal 1° gennaio 2019, della fatturazione elettronica obbligatoria nell’ambito dei rapporti tra privati e, contestualmente, l’eliminazione delle comunicazioni dei dati delle fatture (c.d. spesometro). A queste si aggiungono le misure di contrasto all’evasione IVA perpetrata in relazione all’introduzione, nel mercato nazionale, di carburanti (gasolio e benzina) acquistati a livello intracomunitario e stoccati presso depositi fiscalmente riconosciuti. Infine, si disciplinano i principi e le condizioni generali per il rilascio dell’autorizzazione allo stoccaggio di prodotti energetici presso depositi di terzi e lo stoccaggio stesso.

Per lo smaltimento del contenzioso tributario si prevedono diversi interventi. In particolare, per favorire lo smaltimento del contenzioso fiscale presso la Corte di Cassazione, si prevede il reclutamento di un massimo di 50 giudici ausiliari da adibire esclusivamente ai collegi della sezione cui sono devoluti i procedimenti civili in materia tributaria (con un massimo di 2 ausiliari per collegio). Inoltre, si autorizza l’Agenzia dell’entrate ad espletare procedure concorsuali, anche in deroga, per l’assunzione di nuovi funzionari di terza area funzionale, al fine di consentire all’Agenzia di far fronte al picco di lavoro connesso con la trattazione delle procedure amichevoli internazionali. Infine, si riduce da diecimila a cinquemila euro la soglia oltre il quale le amministrazioni pubbliche e le società a prevalente partecipazione pubblica, prima di effettuare i pagamenti, devono verificare anche in via telematica se il beneficiario è inadempiente all’obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento per un ammontare complessivo pari almeno a tale importo. L’Agenzia delle entrate potrà sospendere, fino a trenta giorni, le deleghe di pagamento (F24) delle imposte effettuate mediante compensazioni che presentano profili di rischio, al fine del controllo dell’utilizzo del credito.

Per quanto riguarda le ulteriori disposizioni in materia di entrate, si segnalano varie misure. In particolare, si sposta da maggio a novembre la scadenza entro la quale deve essere versato dalle imprese assicurative l’acconto dell’imposta sulle assicurazioni, elevando, dal 40 al 52,5 per cento per gli anni 2018 e 2019 e al 65 per cento per gli anni successivi, l’aliquota dell’acconto. Si prevede, poi, l’esclusione dei dividendi provenienti da società controllate estere dal risultato operativo lordo (ROL), utilizzato per il calcolo del limite di deducibilità degli interessi passivi. Tale esclusione determina una minore possibilità di dedurre gli interessi passivi dall’IRES.

Particolare importanza assumono l’introduzione dell’esenzione dall’imposta di bollo per le copie degli assegni in forma elettronica e della relativa documentazione e la proroga dei termini per la rivalutazione di quote e terreni da parte delle persone fisiche, confermando l’aliquota dell’8 per cento in relazione alla relativa imposta sostitutiva. A queste si aggiungono le disposizioni che assoggettano i redditi di capitale e i redditi diversi conseguiti da persone fisiche al di fuori dell’esercizio dell’attività d’impresa, in relazione al possesso e alla cessione di partecipazioni societarie qualificate, a ritenuta a titolo d’imposta con aliquota al 26 per cento, analogamente a quanto previsto per le partecipazioni non qualificate.

 

Infine, si segnalano tre ulteriori disposizioni di particolare rilievo nell’ambito delle disposizioni di entrata.

La prima disciplina le modalità per favorire la transizione verso la tecnologia 5G. A tal fine si prevede di utilizzare le bande di spettro 3,6-3,8 GHz e 26,5-27,5 GHz come bande pioniere da assegnare ai sistemi terrestri di comunicazione elettronica a banda larga senza fili per il lancio di servizi digitali innovativi basati appunto sulla tecnologia 5G. Le norme regolano, in particolare, la definizione delle procedure per l’assegnazione dei diritti d’uso di frequenze radioelettriche da destinare a servizi di comunicazione elettronica in larga banda mobili terrestri bidirezionali; l’assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze; l’eventuale liberazione delle frequenze in uso.

La seconda prevede disposizioni volte a disciplinare i criteri per le concessioni in materia di giochi, contemperando i principi concorrenziali nella loro attribuzione con l’esigenza di perseguire un corretto assetto distributivo.

Infine, la terza provvede a differire di un anno, al 1° gennaio 2018, l’introduzione della disciplina dell’imposta sul reddito d’impresa (IRI) – da calcolare sugli utili trattenuti presso l’impresa – per gli imprenditori individuali e le società in nome collettivo ed in accomandita semplice in regime di contabilità ordinaria, prevista dalla legge di bilancio 2017.

 

Il titolo X, infine, contiene le disposizioni finali del provvedimento che prevedono in particolare il rifinanziamento di alcuni Fondi, tra cui si segnalano il rifinanziamento del Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese per 940 milioni di euro per l’anno 2019, 1.940 milioni di euro per l’anno 2019 e 2.500 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2033, e l’istituzione di un Fondo per interventi volti a favorire lo sviluppo  del capitale immateriale, della competitività e della produttività, con una dotazione di 5 milioni di euro per l’anno 2018 e 250 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2019.

 

Segnalo, infine, che il provvedimento nella seconda sezione contiene le previsioni delle entrate e delle spese del bilancio dello Stato basate sulla legislazione vigente, integrate con gli effetti della manovra contenuta nella prima sezione. Le previsioni di entrata e di spesa sono esposte in termini sia di competenza sia di cassa. Le previsioni dell’entrata sono contenute nella Tabella 1, mentre gli stati di previsione della spesa sono contenuti nelle Tabelle da 2 a 14, distinti per Ministeri e con riferimento al nuovo triennio.  Lo stato di previsione dell’entrata contiene le previsioni di gettito elaborate sulla base della legislazione vigente. Le entrate sono ripartite in quattro titoli: entrate tributarie, entrate extra-tributarie, alienazioni ed ammortamento di beni e riscossione di crediti, accensione di prestiti. Ogni titolo (che può avere entrate di natura ricorrente e non ricorrente) è diviso in tipologie e queste ultime rappresentano l’aggregato su cui il Parlamento esprime il proprio voto (unità di voto parlamentare). Ciascuna tipologia è poi ulteriormente suddivisa in categorie e capitoli.

Gli Stati di previsione della spesa relativi a ciascun Ministero sono contenuti nelle tabelle da 2 a 14. Gli stati di previsione della spesa sono organizzati per missioni e programmi. Le missioni descrivono le finalità generali perseguite attraverso la spesa dello Stato, mentre i programmi – unità di voto parlamentare per quanto attiene alle spese – rappresentano le ripartizioni delle missioni in aree di attività omogenee per il raggiungimento delle finalità di ciascuna missione.

 

CONCLUSIONI

 

Dopo due giorni di intensi lavori e numerose audizioni che hanno consentito di approfondire il contenuto della legge rimandiamo per gli approfondimenti al dossier del Servizio Studi Senato-Camera e del Servizio del bilancio del Senato nonché all’ampia documentazione che tutti gli auditi hanno prodotto.